Quando l’amore da solo non basta.

Pubblicato il 6 giugno 2026 alle ore 17:36

In un tempo in cui l’educazione sembra spesso concentrarsi sulle prestazioni, sui risultati e sul raggiungimento degli obiettivi, lo psicoanalista Massimo Recalcati propone una riflessione che coinvolge direttamente famiglie e scuola: l’amore, da solo, non basta. Per accompagnare la crescita di un bambino o di un adolescente è necessaria soprattutto la fiducia.

Molti genitori dichiarano di amare profondamente i propri figli. Allo stesso modo, numerosi insegnanti investono quotidianamente energie, competenze e passione nel loro lavoro educativo. Eppure, secondo Recalcati, il vero nodo non è quanto si ama un ragazzo, ma quanto si è disposti a credere nelle sue possibilità, anche quando il percorso appare incerto o diverso da quello immaginato dagli adulti.

La fiducia come atto educativo

Avere fiducia significa riconoscere che ogni studente possiede una propria unicità. Significa accettare che la crescita non segue sempre percorsi lineari e che errori, difficoltà e momenti di smarrimento fanno parte del processo formativo. Recalcati sottolinea come il fallimento non debba essere vissuto come una sconfitta definitiva, ma come un passaggio essenziale per costruire autonomia e consapevolezza.

Nella scuola questo principio assume un valore particolare. Un insegnante che nutre fiducia nei propri alunni non si limita a valutare le loro prestazioni, ma cerca di individuare talenti, interessi e potenzialità che spesso gli stessi ragazzi non riescono ancora a vedere.

Oltre le aspettative degli adulti

Uno dei rischi più frequenti nell’educazione è quello di proiettare sui giovani le aspettative degli adulti. Genitori e docenti possono essere tentati di indicare una strada già tracciata, convinti di sapere quale sia il futuro migliore per il ragazzo.

Recalcati invita invece a lasciare spazio al desiderio autentico dei figli e degli studenti, ricordando che non c’è nulla di più limitante che diventare protagonisti del sogno di qualcun altro. Educare significa accompagnare, non sostituirsi; orientare, non determinare.

La scuola come comunità di fiducia

Questa riflessione richiama anche il tema del patto educativo tra scuola e famiglia. Quando genitori e insegnanti collaborano, condividendo obiettivi e responsabilità, gli studenti trovano un ambiente più stabile e favorevole alla crescita. Al contrario, quando prevalgono diffidenza e contrapposizione, il percorso educativo si indebolisce.

La fiducia, dunque, non riguarda soltanto il rapporto tra adulto e ragazzo. È una risorsa che deve attraversare l’intera comunità educante: famiglie, docenti, dirigenti e studenti.

Una sfida per la scuola di oggi

In un contesto caratterizzato da cambiamenti rapidi, incertezze e nuove fragilità giovanili, la scuola è chiamata a essere non solo luogo di istruzione, ma anche spazio di crescita personale. Per questo motivo, accanto alle competenze disciplinari, assume sempre maggiore importanza la capacità di costruire relazioni educative fondate sull’ascolto, sul rispetto e sulla fiducia reciproca.

Forse il messaggio più attuale che possiamo raccogliere è proprio questo: educare non significa modellare i giovani secondo un progetto prestabilito, ma offrire loro le condizioni per scoprire chi sono e chi desiderano diventare. E per farlo, il primo passo è credere in loro.


Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.