Con l'avvicinarsi della conclusione dell'anno scolastico 2025/2026, migliaia di docenti e membri del personale ATA con contratto a tempo determinato si preparano ad affrontare il periodo estivo senza occupazione. In attesa di una nuova nomina o di una futura supplenza, molti lavoratori della scuola possono accedere alla NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego), l'indennità di disoccupazione erogata dall'INPS a sostegno dei lavoratori che perdono involontariamente il proprio impiego.
La NASpI rappresenta uno strumento fondamentale per garantire continuità economica ai precari della scuola durante i mesi di sospensione dell'attività lavorativa. Vediamo nel dettaglio chi ne ha diritto, quali sono i requisiti richiesti, come presentare la domanda e come viene calcolato l'importo spettante.
Cos'è la NASpI
La NASpI è una prestazione economica introdotta dal Decreto Legislativo n. 22 del 2015 con l'obiettivo di sostenere il reddito dei lavoratori subordinati che si trovano in stato di disoccupazione involontaria.
Nel comparto scolastico, essa interessa principalmente:
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docenti supplenti annuali o temporanei;
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personale ATA con contratto a tempo determinato;
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educatori e altre figure scolastiche assunte con rapporti di lavoro subordinato a termine.
L'indennità non è invece riconosciuta ai dipendenti di ruolo che cessano volontariamente il rapporto di lavoro o che non rientrano nelle condizioni previste dalla normativa vigente.
Chi può richiedere la NASpI nel 2026
I lavoratori della scuola possono richiedere la NASpI quando il rapporto di lavoro termina per cause indipendenti dalla propria volontà.
Tra le situazioni più frequenti rientrano:
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scadenza naturale di un contratto a tempo determinato;
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mancato rinnovo della supplenza;
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licenziamento;
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risoluzione consensuale nell'ambito di specifiche procedure previste dalla legge.
Per i precari della scuola la situazione più comune è la cessazione del contratto al 30 giugno o al 31 agosto. In questi casi la perdita del lavoro è considerata involontaria e consente l'accesso all'indennità.
I requisiti richiesti
Per ottenere la NASpI nel 2026 occorre possedere due requisiti fondamentali:
1. Stato di disoccupazione involontaria
Il lavoratore deve aver perso il lavoro per motivi indipendenti dalla propria volontà. La semplice scadenza di un contratto di supplenza soddisfa questo requisito.
2. Almeno 13 settimane di contribuzione
È necessario aver maturato almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti l'inizio della disoccupazione. Ai fini del calcolo possono essere considerate anche particolari forme di contribuzione figurativa previste dalla normativa.
Per la maggior parte dei supplenti annuali o fino al termine delle attività didattiche il requisito contributivo è normalmente soddisfatto senza particolari difficoltà.
Entro quando presentare la domanda
La domanda deve essere inoltrata all'INPS esclusivamente in modalità telematica.
Il termine massimo previsto dalla legge è di:
68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Chi presenta la domanda oltre questo termine perde definitivamente il diritto alla prestazione.
Decorrenza della NASpI
La data di inizio del pagamento dipende dal momento in cui viene presentata la domanda:
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se la richiesta viene inoltrata entro otto giorni dalla cessazione del contratto, la NASpI decorre dall'ottavo giorno successivo alla fine del rapporto di lavoro;
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se la domanda viene presentata dopo l'ottavo giorno, l'indennità decorre dal giorno successivo alla presentazione dell'istanza.
È quindi consigliabile procedere con la richiesta il prima possibile per evitare ritardi nell'erogazione.
Come presentare la domanda
La richiesta può essere effettuata attraverso:
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il portale INPS con SPID, CIE o CNS;
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un patronato;
La procedura online è relativamente semplice e consente di monitorare successivamente lo stato della pratica direttamente nell'area personale del sito INPS.
Dichiarazione di immediata disponibilità (DID)
Con la presentazione della domanda NASpI viene generalmente acquisita anche la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro).
Successivamente il lavoratore può essere convocato dal Centro per l'Impiego per la sottoscrizione del Patto di Servizio Personalizzato e per la partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro previste dalla normativa vigente.
Quanto dura la NASpI
La durata della prestazione è pari alla metà delle settimane di contribuzione utili maturate negli ultimi quattro anni e non già utilizzate per precedenti prestazioni di disoccupazione.
Un docente che abbia lavorato per un intero anno scolastico con contratto dal 15 settembre al 30 giugno può generalmente beneficiare di circa quattro mesi e mezzo o cinque mesi di NASpI.
Come si calcola l'importo
L'importo della NASpI dipende dalla retribuzione media imponibile percepita negli ultimi quattro anni.
Per il 2026:
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si considera il 75% della retribuzione media fino alla soglia di 1.456,72 euro;
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sulla quota eccedente viene aggiunto il 25%;
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l'importo massimo mensile non può superare 1.584,70 euro.
Esempio di calcolo
Supponiamo che un docente abbia percepito una retribuzione media mensile lorda di circa 2.100 euro.
In questo caso:
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il 75% della quota fino a 1.456,72 euro corrisponde a circa 1.092 euro;
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il 25% della parte eccedente produce un'integrazione di circa 164 euro.
L'importo mensile lordo della NASpI risulta quindi pari a circa 1.256 euro per i primi mesi di fruizione.
La riduzione dell'importo nel tempo
Dal sesto mese di percezione dell'indennità si applica una riduzione progressiva del 3% mensile (cosiddetta "decalage").
Per i beneficiari che hanno compiuto 55 anni, la riduzione decorre dall'ottavo mese.
Contratti al 30 giugno e al 31 agosto: cosa cambia?
Dal punto di vista del diritto alla NASpI non esistono differenze sostanziali.
Sia i lavoratori con contratto al 30 giugno sia quelli con contratto al 31 agosto possono presentare domanda una volta terminato il rapporto di lavoro, purché siano soddisfatti i requisiti previsti.
Naturalmente, chi conclude il servizio il 31 agosto inizierà a percepire l'indennità in un momento successivo rispetto a chi termina il contratto il 30 giugno.
Errori da evitare
Tra gli errori più frequenti commessi dai supplenti vi sono:
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attendere troppo tempo prima di presentare la domanda;
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non verificare la corretta registrazione dei contributi;
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accettare un nuovo contratto durante il periodo di carenza senza conoscere gli effetti sulla prestazione;
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non comunicare tempestivamente eventuali variazioni lavorative all'INPS.
Una corretta gestione della procedura permette di evitare ritardi, sospensioni o rigetti della domanda.
Conclusioni
Per migliaia di docenti e ATA precari, la NASpI continua a rappresentare nel 2026 una tutela essenziale durante i periodi di interruzione lavorativa. Conoscere requisiti, tempistiche e modalità di calcolo dell'indennità consente di pianificare meglio il periodo estivo e affrontare con maggiore serenità l'attesa di una nuova supplenza.
Presentare la domanda nei tempi previsti, verificare la propria posizione contributiva e mantenere aggiornate le comunicazioni con l'INPS sono i passaggi fondamentali per beneficiare correttamente di questo importante sostegno economico.
Le informazioni contenute nella rielaborazione si basano sulle indicazioni pubblicate da Orizzonte Scuola e sulle disposizioni INPS vigenti per il 2026.
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