Graduatorie ad esaurimento 2026/28: pubblicati gli elenchi delle GaE e cresce il numero di province senza candidati

Pubblicato il 23 aprile 2026 alle ore 15:46

Con l’avvio della pubblicazione delle Graduatorie ad Esaurimento (GaE) per il biennio 2026/2028, si entra in una fase importante del sistema di reclutamento del personale docente in Italia. Le GaE continuano infatti a rappresentare uno dei canali principali per le immissioni in ruolo (50% dei posti disponibili) e per l’attribuzione delle supplenze annuali.

Le graduatorie, istituite come bacino “chiuso” di docenti abilitati, vengono aggiornate periodicamente solo per punteggio, trasferimenti di provincia e reinserimenti, ma non consentono nuovi inserimenti.

Un sistema in progressivo svuotamento

Dai primi elenchi pubblicati dagli Uffici Scolastici Regionali emerge un dato ormai strutturale:
in molte province le GaE risultano vuote o quasi vuote, soprattutto nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

Al contrario, una maggiore consistenza si registra ancora in alcune realtà della scuola dell’infanzia e primaria, dove il numero di aspiranti rimane più elevato rispetto agli altri gradi scolastici.

Questo fenomeno è il risultato di diversi fattori:

  • progressivo esaurimento delle graduatorie storiche;

  • immissioni in ruolo degli anni precedenti;

  • mobilità interprovinciale dei docenti;

  • ridotto numero di nuovi ingressi nel sistema delle GaE, ormai chiuse dal 2007.


GaE 2026/28: cosa contengono le graduatorie pubblicate

Le graduatorie pubblicate per il biennio 2026/2028 hanno una duplice funzione:

  • coprire il 50% delle immissioni in ruolo annuali;

  • essere utilizzate per le supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche.

In base alle normative vigenti, il restante 50% dei posti viene assegnato tramite le graduatorie dei concorsi ordinari e straordinari.

Quando le GaE risultano esaurite in una determinata provincia o classe di concorso, i posti vengono automaticamente redistribuiti alle graduatorie di merito dei concorsi, modificando così gli equilibri delle assunzioni.


Il quadro regionale: situazioni molto differenti

Dai primi elenchi emergono forti differenze territoriali.

In diverse province italiane le GaE risultano già prive di candidati, mentre in altre sono ancora presenti graduatorie attive.

Tra le situazioni tipiche segnalate dagli Uffici Scolastici:

  • province completamente o quasi vuote in alcune regioni del Centro-Nord;

  • maggiore presenza di aspiranti in alcune province del Sud, soprattutto per infanzia e primaria;

  • situazioni “miste” dove alcune classi di concorso sono esaurite e altre ancora attive.

Questo conferma un trend già osservato negli ultimi anni: le GaE stanno progressivamente perdendo centralità come canale di reclutamento.

Elenco regione per regione:

ABRUZZO 

L’Aquila – Teramo 

BASILICATA 

Potenza  definitive Potenza 

CALABRIA 

Catanzaro – Cosenza  Crotone  – Vibo Valentia – Reggio Calabria

CAMPANIA

Avellino  definitive Avellino – Caserta  – Benevento  Napoli - Salerno

EMILIA ROMAGNA

Bologna – Ferrara – Forlì Cesena – Modena  definitive Modena – Parma – Ravenna  definitive Ravenna – Reggio Emilia – Rimini 

FRIULI VENEZIA GIULIA 

Gorizia – non ci sono candidati in GaE

Trieste  definitive Trieste – Udine 

LAZIO

Frosinone  definitive Frosinone – Roma – Rieti- Viterbo 

LIGURIA 

Genova  definitive Genova  – Imperia – Savona  definitive Savona 

LOMBARDIA

Bergamo – Brescia – Lecco  – Lodi  Pavia  Sondrio  Varese 

MOLISE 

Isernia  definitive Isernia – Campobasso  definitive Campobasso  –

PIEMONTE 

Alessandria  definitive Alessandria – Asti  definitive Asti – Biella  definitive Biella – Novara  annulla e sostituisce il precedente 
Vercelli 

SARDEGNA

Cagliari – Nuoro – Oristano – Sassari 

SICILIA 

Agrigento – Catania –  Caltanissetta ed Enna  Messina –  Trapani – Palermo  definitive Palermo – Ragusa  Siracusa 

TOSCANA

Arezzo – Firenze  definitive Firenze – Grosseto  definitive Grosseto – Livorno – Massa Carrara – Pisa  –

UMBRIA 

Perugia –  definitive Perugia – Terni – definitive Terni _

VENETO

Belluno –  Padova – Treviso  definitive Treviso – Rovigo  definitive Rovigo – Venezia – Verona –  Vicenza 


Perché molte GaE risultano vuote

Il progressivo svuotamento delle graduatorie dipende da una serie di dinamiche strutturali del sistema scolastico italiano:

1. Chiusura delle GaE

Le GaE sono state trasformate in graduatorie “a esaurimento” già dal 2007 e non consentono nuovi inserimenti.

2. Stabilizzazioni e immissioni in ruolo

Molti docenti presenti nelle graduatorie sono stati già assunti nel corso degli anni attraverso i vari piani di reclutamento.

3. Mobilità territoriale

Un numero significativo di docenti ha scelto di cambiare provincia, contribuendo allo svuotamento di alcune aree.

4. Espansione dei concorsi

L’aumento delle procedure concorsuali ha progressivamente ridotto il peso delle GaE nel sistema di assunzione.


Cosa succede quando le GaE sono vuote

Quando una graduatoria risulta esaurita, il sistema di reclutamento prevede automaticamente che:

  • i posti vengano assegnati alle graduatorie di merito dei concorsi;

  • le supplenze vengano attribuite tramite GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze);

  • si attivino ulteriori procedure di interpello in caso di necessità.

Questo meccanismo è fondamentale per garantire la copertura dei posti vacanti all’inizio dell’anno scolastico.


Impatto sulle assunzioni docenti

Il progressivo svuotamento delle GaE ha conseguenze rilevanti sul sistema scolastico:

  • maggiore centralità dei concorsi rispetto alle graduatorie storiche;

  • aumento del peso delle GPS nelle supplenze;

  • riduzione delle possibilità di immissione in ruolo da GaE in molte province;

  • maggiore variabilità territoriale nelle assunzioni.

In alcune realtà, infatti, il canale GaE continua a essere rilevante, mentre in altre è ormai quasi del tutto superato.


Conclusione

La pubblicazione delle GaE 2026/2028 conferma una tendenza ormai consolidata: le graduatorie ad esaurimento stanno progressivamente perdendo consistenza e centralità nel sistema di reclutamento scolastico.

Resta però un elemento fondamentale: finché saranno attive, continueranno a rappresentare un canale prioritario per il 50% delle immissioni in ruolo e per le supplenze annuali, soprattutto in alcune province e per specifici ordini di scuola.

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