Il browser leader mondiale continua a essere Google Chrome, con circa 69 – 71 % di quota di mercato globale (desktop + mobile). Al secondo posto troviamo Safari (~15 %), seguono Edge, Firefox, Opera e altri. Nonostante la dominanza di Chrome, il 2025 è l’anno in cui l’IA diventa la nuova “frontiera”: molti browser tradizionali e nuove realtà puntano a trasformare il browser nel centro dell’esperienza digitale potenziata da IA.
I nuovi protagonisti: browser-IA e cosa offrono
• Lanciato il 21 ottobre 2025. È un browser costruito con ChatGPT al centro: la barra di ricerca diventa una casella per “chiedere all’IA oppure digitare un URL”, e ogni tab può essere accompagnato da una “chat laterale” che comprende contesto, cronologia, preferenze.
• Funzionalità forti: ricerca e sintesi web, analisi di pagine, automazione di compiti (compilazione form, gestione appuntamenti, estrazione info), navigazione semplificata.
• Versione inizialmente disponibile solo per macOS; versioni Windows, iOS e Android sono in sviluppo.
• Recenti statistiche: Perplexity, Comet — un altro browser-IA — in luglio 2025 ha captato circa il 5.99% delle ricerche desktop verso motori IA, più del doppio rispetto all’anno precedente, a segnalare un cambiamento nelle abitudini di ricerca.
• Presentato ufficialmente nel luglio 2025. Dopo una fase iniziale esclusiva per abbonati, l’accesso si è progressivamente allargato. Comet offre un ambiente “AI-first”: ricerca, comparazione di prodotti, riassunti di articoli, automazione di azioni, tutto in un’unica interfaccia.
• Comet è parte di un tentativo più ampio di Perplexity di sfidare il dominio di Chrome puntando sull’IA come “assistente personale” integrato.
Altri progetti e risposte del mercato
• Anche browser “tradizionali” stanno reagendo: per esempio Google ha iniziato a integrare la propria IA, Gemini, all’interno di Chrome nel 2025, offrendo funzioni come riassunti, AI-chat, contestualizzazione tra tab, e modalità “agentic” in futuro.
• Si assiste insomma a una “terza guerra dei browser”: non più basata su velocità o compatibilità, ma su capacità di trasformare il browser in un assistente intelligente e proattivo.
Numeri & Diffusione dell’IA nella popolazione
• L’uso di applicazioni di intelligenza artificiale generativa è aumentato rapidamente anche in Europa. In Italia, secondo dati 2025, circa 13 milioni di persone (≈28% degli utenti Internet) hanno usato almeno un’app di IA nell’ultimo mese.
• In particolare, ChatGPT è cresciuto molto: nel 2025 milioni di prompt al giorno — a dimostrare quanto le persone stiano adottando l’IA per cercare informazioni o svolgere compiti.
• Alcune analisi legali e di mercato mostrano che anche se molti utenti non pagano, per l’industria dell’IA la base potenziale è enorme.
I vantaggi reali e potenziali
• Ricerca conversazionale e personalizzata: con browser-IA, la ricerca diventa un dialogo: basta porre una domanda, l’IA risponde contestualmente, sintetizzando e filtrando informazioni senza bisogno di aprire decine di schede. Questo rende la ricerca più rapida e meno dispersiva.
• Automazione e produttività: per chi usa il web non solo per cercare ma per lavorare — compilare moduli, comparare dati, prendere appunti, gestire mail o appuntamenti — i browser-IA promettono di ridurre tempi e lavoro ripetitivo.
• Accessibilità & democratizzazione: in contesti in cui connessione e banda sono limitate (ad esempio in paesi con infrastrutture deboli), l’uso dell’IA per condensare informazioni può rendere l’informazione più accessibile, riducendo costi di dati e barriere alla ricerca. Studi recenti confermano come l’IA abbia un “rapporto costo/beneficio” migliore di una ricerca tradizionale in certe aree.
Criticità, rischi e impatti
• Dipendenza dall’IA e perdita di traffico per editori/contenuti: se un browser-IA dà subito la risposta (sintesi + fonti), molti utenti non sentiranno più bisogno di cliccare su singoli articoli o siti. Questo rischia di diminuire traffico e visibilità per blog, giornali e creatori di contenuti.
• Qualità e affidabilità delle informazioni: un dato critico: molti contenuti online sono già generati da IA — secondo alcuni report, oltre la metà dei nuovi articoli pubblicati tra novembre 2024 e marzo 2025 erano generati da intelligenza artificiale. Questo pone un paradosso: browser-IA che leggono e sintetizzano contenuti scritti da IA, per rispondere ad utenti umani. Quali garanzie sulla qualità, fattualità, veridicità?
• Privacy e sicurezza: l’integrazione profonda dell’IA in un browser significa che l’assistente può avere accesso a cronologia, preferenze, login, moduli, dati personali. Alcuni test indipendenti evidenziano che browser-IA (come Atlas) possono essere molto meno efficaci dei browser tradizionali nel bloccare phishing e altre minacce: una vulnerabilità significativa — con potenziali rischi per gli utenti.
• Difficoltà di monetizzazione e sostenibilità per gli sviluppatori: nel caso di OpenAI, ad esempio, nonostante l’enorme base di utenti di ChatGPT (secondo l’azienda 800 milioni di utenti), la maggior parte non paga. Ciò rende difficile sostenere costi operativi e infrastrutturali legati a un browser-IA — con investimenti massicci in data center e risorse hardware.
• Limitazioni attuali delle IA: benché promettenti, gli “agent-browser” non sono infallibili. Recenti benchmark su agenti di navigazione web mostrano che le IA raggiungono spesso tassi di successo ben inferiori a quelli umani nel compiere attività complesse su pagine web — evidenziando che siamo ancora agli inizi e non c’è certezza di “sostituzione totale”.
Possibili scenari futuri
Scenario 1 — Coesistenza e scelta dell’utente
Molto probabilmente browser tradizionali (Chrome, Safari, Edge) e browser-IA continueranno a coesistere. Alcune persone preferiranno la familiarità e la stabilità dei browser classici; altre useranno l’IA quando serve ricerca veloce, comparazioni, automazione.
Scenario 2 — Adozione crescente: l’IA come “porta d’ingresso” al web
Se strumenti come Atlas, Comet e altri evolvono velocemente, il browser-IA potrebbe diventare la porta preferita per l’informazione rapida e l’uso quotidiano. In questo caso, la navigazione via link potrebbe ridursi sensibilmente — con forte impatto su editori, SEO, marketing, traffico web.
Scenario 3 — Nuovi modelli di monetizzazione e contenuti “IA-friendly”
Per sopravvivere, editori e creatori di contenuti potrebbero adattarsi: offrendo formati ottimizzati per browser-IA, contenuti esclusivi “umana-first”, o modelli a pagamento/residenziali che incentivino l’interazione oltre semplici risposte sintetiche.
Scenario 4 — Problemi etici, di qualità e regolamentazione
Con l’aumento di contenuti generati e curati da IA, e con browser-IA che assumono ruoli attivi nella nostra esperienza digitale, è probabile che emergano sfide normative: trasparenza, affidabilità, verifica delle fonti, protezione dati, bias dell’IA.
Un cambiamento in corso ma non ancora definitivo
L’ingresso dei browser-IA come ChatGPT Atlas e Comet rappresenta una svolta significativa, forse uno dei cambi più radicali da quando è nato il Web. Il modo in cui cerchiamo, consumiamo e interagiamo con le informazioni è in trasformazione.
Tuttavia, la strada per una “nuova normalità” è ancora lunga: problemi di qualità, affidabilità, privacy e sostenibilità (sia economica che tecnica) non sono risolti. Per ora, siamo nella fase sperimentale e ibrida: browser tradizionali e IA convivono, gli utenti esplorano, spesso contemporaneamente.